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Guida · Scegliere un'agenzia
Come scegliere un'agenzia web: 7 criteri
I criteri che contano davvero, cosa chiedere prima di firmare e i segnali per cui conviene cambiare candidata. Compresi quelli che escludono noi.
Aggiornata a 9 minuti di letturaAntonio Di Pietro
In breve
- Il prezzo è l'ultimo criterio: due preventivi molto diversi quasi mai comprano la stessa cosa.
- Chiedi chi lavorerà davvero al progetto e chi sarà il tuo referente. È la differenza tra un partner e un venditore.
- Prima di firmare verifica tre cose: chi possiede dominio e account, cosa succede se ve ne andate, come si misurano i risultati.
Prima capisci cosa ti serve
La maggior parte delle scelte sbagliate nasce qui: si cerca "un'agenzia web" quando il problema non è il sito. Se i clienti arrivano ma non comprano, un sito nuovo non risolve nulla; se nessuno ti trova, il problema è la visibilità, non la grafica.
Non serve arrivare con le idee chiare su strumenti e tecnologie: quello è compito dell'agenzia. Serve arrivare con l'obiettivo chiaro — più richieste di preventivo, più ordini online, più prenotazioni — e con un'idea di quanto vale per te un cliente nuovo.
Specialista o agenzia completa
Sono due modelli legittimi e la scelta dipende da chi coordina.
Ottimo se sai già cosa ti serve e hai qualcuno che tiene insieme il quadro generale. Se non c'è, ti ritrovi tre fornitori che si rimpallano le responsabilità.
Conviene quando non vuoi fare tu da coordinatore. Il rischio da verificare è l'opposto: che sia completa sulla carta e mediocre in metà delle aree.
Il modello che usiamo noi. Va verificato che il referente sia sempre lo stesso e che risponda lui, non un centralino.
Chi lavora davvero al progetto
È la domanda che fa più differenza e quasi nessuno la fa. In molte agenzie chi ti presenta il progetto non è chi lo eseguirà: parli con un commerciale, poi il lavoro passa a una persona che non ha sentito la tua storia.
Chiedilo apertamente: chi scriverà i testi, chi seguirà le campagne, chi risponde se qualcosa non va. E chiedi da quanto tempo quelle persone lavorano insieme: una squadra affiatata sbaglia meno di un gruppo assemblato per l'occasione.
Ha già lavorato con attività come la tua
Conta, ma meno di quanto si creda. Un'agenzia che ha seguito venti ristoranti conosce già le obiezioni del settore e non ti fa perdere tre mesi a spiegarglielo: è tempo risparmiato. Ma la stessa esperienza produce spesso lo stesso identico progetto per il ventunesimo cliente.
La domanda utile non è "avete fatto siti per il mio settore" ma "raccontatemi un caso in cui la soluzione ovvia non ha funzionato". Chi ha esperienza vera ha una risposta pronta; chi ha solo un portfolio cambia discorso.
Attenzione anche al rovescio: se lavora già con un tuo concorrente diretto nella stessa città, mettilo sul tavolo prima di iniziare, non dopo.
Come si misura il risultato
Un'agenzia seria ti dice prima cosa guarderà e ogni quanto. Se la risposta parla di visibilità, follower e impression, cambia candidata: sono numeri che salgono anche quando non succede nulla.
I numeri che contano sono tre e li conosci già: quante richieste arrivano, quanto costa ottenerne una, quante diventano clienti. Tutto il resto è contorno utile a chi deve giustificare una fattura.
Di chi sono dominio, account e dati
È il punto su cui più imprenditori si ritrovano bloccati, e si verifica in cinque minuti prima di firmare. Dominio, hosting, account pubblicitari, profili social e strumenti di analisi devono essere intestati a te, con l'agenzia che vi accede come collaboratore.
Se sono intestati all'agenzia non stai comprando un servizio: stai prendendo in affitto la tua presenza online. E il giorno in cui vuoi cambiare, riparti da zero — storico delle campagne compreso, che è il valore accumulato in mesi di spesa.
Cosa deve contenere il preventivo
Un preventivo confrontabile ha sempre queste voci separate: cosa è compreso e cosa no, tempi con le date, chi fa cosa, costi ricorrenti annuali, condizioni di uscita.
- Le voci divise per attività, non un unico importo "realizzazione sito".
- La distinzione netta tra il tuo budget pubblicitario e il compenso di gestione — e nessuna percentuale sulla spesa, che crea l'incentivo sbagliato.
- Cosa serve da parte tua e entro quando: è la causa numero uno dei ritardi.
- Cosa succede alla fine: file, account e materiali restano tuoi, senza riscatti.
Cinque segnali per cui conviene passare oltre
Non sono opinioni: sono comportamenti che nel nostro settore anticipano quasi sempre un rapporto che finisce male.
- Garantisce la prima posizione su Google. Nessuno può garantirla, perché nessuno controlla Google. Chi lo promette parla di parole che nessuno cerca.
- Non fa domande sulla tua attività. Se arriva con la soluzione prima di conoscere il problema, la soluzione era già decisa.
- Il preventivo è un numero unico senza dettaglio. Non è confrontabile e non è verificabile.
- Intesta a sé dominio o account pubblicitari.
- Vincoli lunghi con penali di uscita. Chi lavora bene trattiene i clienti con i risultati, non con il contratto.
Se stai confrontando più preventivi, mandaci il tuo caso: ti diciamo cosa manca nelle voci e cosa chiederemmo noi, anche se poi scegli un'altra agenzia.
ParliamoneQuando non siamo noi l'agenzia giusta
Vale la pena dirlo, perché fa risparmiare tempo a entrambi. Non siamo la scelta giusta se cerchi il preventivo più basso sul mercato: c'è sempre qualcuno che costa meno, e a volte va benissimo così.
Non lo siamo se vuoi delegare tutto senza mai partecipare: servono un'ora al mese e le informazioni sulla tua attività, che nessuno conosce meglio di te. E non lo siamo se ti serve una sola esecuzione tecnica già definita nel dettaglio — in quel caso uno specialista singolo costa meno e fa lo stesso lavoro.
Come lavoriamo noi
Professionisti, un referente unicoChi ti presenta il progetto è chi lo segue. Account e dominio restano tuoi, e non ci sono vincoli pluriennali.
Antonio Di Pietro
Fondatore di Altavoce ADV · oltre quindici anni nel web
Ho scritto anche i criteri che escludono noi: se dopo averli letti pensi che serva altro, te lo diciamo. Scrivimi pure.
Domande frequenti
Meglio un'agenzia o un freelance?
Dipende da quante competenze servono insieme. Per un'esigenza singola e definita un buon freelance costa meno e lavora bene. Quando servono sito, campagne, contenuti e grafica coordinati, il coordinamento diventa il lavoro principale: o lo fai tu, o serve chi lo fa di mestiere.
Quanto costa un'agenzia al mese?
Le collaborazioni continuative per una piccola impresa italiana si collocano di solito tra qualche centinaio e un paio di migliaia di euro al mese, in base alle attività comprese. Sotto una certa soglia non si compra continuità: si comprano poche ore, e si vede.
Come capisco se sta lavorando bene?
Da tre cose: ricevi un report che capisci senza spiegazioni, i numeri che guardate sono contatti e vendite, e quando qualcosa non funziona te lo dicono prima che lo scopra tu. Un'agenzia che comunica solo buone notizie non ti sta raccontando tutto.
Posso cambiare agenzia senza perdere tutto?
Sì, se dominio, hosting e account pubblicitari sono intestati a te. In quel caso il passaggio richiede qualche giorno. Se sono intestati all'agenzia può diventare lungo e costoso: è il motivo per cui va verificato prima di iniziare, non dopo.
Quante agenzie conviene sentire?
Due o tre. Con una sola non hai termine di paragone; con sei ti perdi nel confronto e passano mesi. Chiedi a tutte lo stesso obiettivo scritto: le differenze tra le risposte ti diranno più dei preventivi.
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